IL PERCORSO DELLA MOSTRA

IL PERCORSO DELLA MOSTRA È ARTICOLATO IN 12 SEZIONI

SEZIONI 1-2

Nella prima, dedicata ai protagonisti, il visitatore potrà collegarsi al quadro storico dell’epoca, ai suoi principali eventi e al volto di alcuni grandi uomini, politici e condottieri, che ne furono attori; si attraverserà poi virtualmente il paesaggio che i romani si trovarono ad affrontare arrivando nella pianura (Prima di Annibale, sezione 2) e le popolazioni che lo abitavano, le loro tradizioni, i primi segni della loro apertura a messaggi culturali nuovi.

Lamina in bronzo

LAMINE IN BRONZO DA CASTIGLIONE DELLE STIVIERE, MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI MANTOVA

Lamine in bronzo decorato a sbalzo ritenute pertinenti a una tromba da guerra (carnyx), ad un elmo o a elementi di animale totemico. Rinvenuto in una tomba cenomane. III secolo a.C.

Kelebe

KELEBE A FIGURE ROSSE DA ADRIA, MUSEO NAZIONALE DI ADRIA

Grande vaso decorato con figure femminili, rombi concentrici e palmette sul collo, di produzione volterrana. Rinvenuto in un corredo funerario degli inizi del III secolo d.C.

Busto fittile guerriero

BUSTO FITTILE DI GUERRIERO DA RAVENNA, MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI RAVENNA

La scultura in terracotta raffigura un giovane guerriero in nudità eroica, con balteo e clamide. Riferito al modello del Diomede tipo Cuma è il prodotto di un’atmosfera culturale profondamente ellenizzata. III secolo a.C.

SEZIONI 3-4

La guerra (sezione 3) è uno dei temi principali, rappresentato in mostra dal fregio di Talamone e da una serie di eccezionali esempi di elmi e di armature. Ma attraverso la guerra cominciò a farsi strada sempre più incisiva la propaganda romana (sezione 4), una forma lungimirante di fidelizzazione attuata attraverso l’assimilazione in una nuova ideologia religiosa dei santuari sparsi nelle città e nei territori, ancora vincolati a tradizioni locali.

Frontone

FRONTONE DI TALAMONE, MUSEO ARCHEOLOGICO “POLVERIERA GUZMAN”

Frontone in terracotta decorato con altorilievi che rappresentano il mito dei Sette contro Tebe; l’architrave e la cornice presentano motivi vegetali su cui correva una sima traforata; ai lati sono presenti acroteri con cavalli marini, mentre quello centrale, maggiore, è a palmetta traforata. Per alcuni il frontone sarebbe da collegarsi alla vittoria contro i Galli nella battaglia del 225 a.C., episodio di cui il rilievo rappresenterebbe la trasposizione in chiave simbolica. Fine III- metà II secolo a.C.

Elmo

ELMO ETRUSCO-ITALICO DA BERCETO, MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI PARMA

Elmo in bronzo fuso decorato con motivi incisi a bulino, di produzione centro-italica o etrusca. Sulla calotta era presente una coppia di corna in lamina ornate da rosette e motivi geometrici. Rinvenuto nella tomba di un guerriero insieme ad armi defunzionalizzate a scopo rituale. III secolo a.C.

Ex voto

EX VOTO IN TERRACOTTA DA BAGNARA DI ROMAGNA, SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGIA EMILIA E ROMAGNA

Testa fittile realizzata a stampo raffigurante il volto di un devoto col capo coperto da un velo. Rinvenuto in un deposito votivo e databile al II secolo a.C., rimanda all’ambito culturale e religioso etrusco- campano- laziale e documenta la presenza di coloni di origine centro-italica nel territorio romagnolo.

Lamina bronzo

LAMINA DI BRONZO DA VICENZA, VICENZA MUSEO NATURALISTICO ARCHEOLOGICO

Lamina votiva lavorata a sbalzo e incisione, con corteo di donne di rango riccamente vestite. Insieme altre lamine con teorie di dignitari, armati e atleti, proviene da un luogo di culto forse dedicato ad una divinità protettrice della città, guaritrice e garante dei passaggi principali della vita. IV-III secolo a.C.

SEZIONI 5-6-7

L’esito di questi processi è rappresentato dalla Cisalpina in età repubblicana (sezione 5) con la nascita delle grandi città, ormai inserite in una rete viaria efficiente, che segnarono la definitiva romanizzazione della pianura attraverso l’adozione di modelli urbanistici e architettonici comuni, secondo precise esigenze ideologiche oltre che funzionali. I simboli della città (sezione 6) ne raccontano le diverse forme, espresse dai più importanti edifici pubblici aggregati intorno al foro, spazio urbano comune per eccellenza. Tra i più importanti, sotto l’aspetto simbolico, gli edifici di culto (sezione 7) spesso portatori nelle nuove forme architettoniche e nelle immagini di divinità il retaggio dei culti più antichi tradotto nelle forme dell’Ellenismo. La ricezione di questo nuovo linguaggio si manifesterà anche nel gusto privato (sezione 8), con dimore di pregio ornate da pavimenti, mosaici e arredi lussuosi.

Sima policroma

SIMA POLICROMA FITTILE DA RIMINI, RIMINI, MUSEO DELLA CITTÀ

Sima decorata da volute e palmette con testa di gorgone e testa di leone; la vivace policromia e la qualità della decorazione attestano l’alto tenore architettonico degli edifici urbani riminesi tra II e I secolo a.C.

Acrolito

TESTA DI DIVINITÀ FEMMINILE DA ALBA POMPEIA, TORINO, MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE

Testa femminile di dimensioni colossali riferibile a una statua di culto, ispirata a modelli ellenistici. Fine del II- inizi del I secolo a.C.

Statua

STATUA PANNEGGIATA DA PIACENZA. MUSEO DI PALAZZO FARNESE, PIACENZA

Parte inferiore di statua panneggiata, firmata dallo scultore attico Kleomenes, interpretata come Apollo. Prodotto di atelier urbano, è riferibile ad un edificio di culto. Prima metà del I secolo a.C.

Pavimento

PAVIMENTO IN CEMENTIZIO DA SARSINA, MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE, SARSINA

Pavimento decorato da tessere bianche e nere su battuto laterizio. Il tipo di composizione, piuttosto complessa e ricercata, e la fattura suggeriscono un’ispirazione legata a maestranze di formazione centro italica. Fine del II secolo a.C.

Statua

STATUA FEMMINILE DA MILANO. MILANO, CIVICO MUSEO ARCHEOLOGICO

Statua femminile acefala avvolta in un ampio e pesante panneggio, di difficile interpretazione. Opera realizzata da un artista greco, importante testimonianza della ricezione dei modelli ellenistici nella cultura figurativa delle città transpadane. Fine del II- inizi del I secolo a.C.

Letto ricostruzione

LETTO CON RIVESTIMENTO IN OSSO DA PIACENZA. SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA EMILIA ROMAGNA

Letto decorato da elementi in osso raffiguranti scene dionisiache: un erote o un giovane Dioniso sostiene una cornucopia, ai piedi un’anfora. Sui fulcra (poggiatesta) decorazioni ad altorilievo con busti di eroti alati e corpi di leoni accosciati. Rinvenuto in una tomba a camera, il letto fu realizzato da artisti di tradizione centro italica come oggetto rappresentativo del rango del suo proprietario. Seconda metà del II secolo a.C.

SEZIONE 9

Il tema dell’incontro tra culture ritorna anche nei documenti che raccontano i rituali legati alla morte, dove l’immagine e la memoria (sezione 9) si fondono per restituire i personaggi defunti al mondo dei vivi secondo codici espressivi nuovi e antichi nello stesso tempo.

stele

STELE DI OSTIALA GALLENIA DA PADOVA. CIVICO MUSEO ARCHEOLOGICO DI PADOVA

Stele a bassorilievo raffigurante una scena di “viaggio agli Inferi”: l’auriga e l’uomo, abbigliati secondo il costume romano, con una donna vestita invece secondo la foggia venetica, su biga tirata da due cavalli. L’iscrizione sulla stele è una testimonianza importante della fase di transizione verso la romanizzazione. I secolo a.C.

stele

STELE DI KOMEVIOS DA TORINO, MUSEO DI ANTICHITÀ

Rinvenuta nell’area di una necropoli celtica (Dormelletto), la stele presenta nella parte superiore una testa maschile ai cui lati si dispongono due motivi circolari concentrici, ritenuti evocativi del disco solare; nella parte inferiore un’iscrizione in alfabeto leponzio riporta al proprietario, un personaggio di prestigio della comunità indigena. Fine del II secolo a.C.

SEZIONI 10-11

Ma oltre le città (sezione 10) anche il territorio vive un’intensa trasformazione con la razionalizzazione dei paesaggi e delle campagne per dare nuovo impulso all’agricoltura, alle attività economiche e agli scambi. Anche qui un ruolo fondamentale viene svolto dalla viabilità, che collega città e campagne in una rete efficiente di comunicazioni, e che aggrega anche i santuari periferici (gli dei del territorio, sezione 11), ancora una volta assimilando la fisionomia culturale di tradizione celtica a quella romano-ellenistica.

Falera

FALERE DA MANERBIO, LOCALITÀ CASCINA REMONDINA. BRESCIA, MUSEO DI SANTA GIULIA

Dischi in lamina d’argento decorati a sbalzo e pertinenti a bardature di cavalli. Parte centrale a rilievo circondata da una cordonatura: liscia nei dischi minori, decorata con un motivo a tre braccia (triskele) nei maggiori. Lungo il registro esterno serie continua di teste umane stilizzate. Metà I secolo a.C.

Lastra

LASTRA ARCHITETTONICA CON DIONISO E ARIANNA DA SAN LORENZO IN STRADA. RIMINI, MUSEO DELLA CITTÀ

Raffigurazione a rilievo dell’abbraccio tra Dioniso ebbro e Arianna. Probabile ornamento di un tempio, attesta la completa adesione a canoni artistici ellenizzanti. Metà del II secolo a.C.

SEZIONE 12

Sintesi eloquente di questo straordinario incontro, in chiusura della prima parte della mostra, è il volto di Catullo. Un grande poeta (la voce dei poeti, sezione 12), di famiglia celtica, ma di raffinata cultura ellenistica, nato a Verona ma assai legato a Brixia. La sua voce accompagnerà il visitatore nella seconda emozionante parte del percorso, dove per la prima volta sarà possibile entrare nell’antico santuario di Brescia, luogo in cui i temi della mostra, la tradizione indigena e la nuova cultura ellenistica e romana trovano perfetta fusione.

Sirmione

AFFRESCO DA SIRMIONE, ANTIQUARIUM DI SIRMIONE

Dipinto con figura maschile rappresentata all’interno di un quadro, abbigliata con tunica e toga exigua tipiche della tarda repubblica, adornate della fascia purpurea, segno di appartenenza all’ordine dei cavalieri; regge tra le mani un rotolo. Nella figura si riconosce l’immagine di un letterato, per il quale è stata suggerita l’identificazione con il poeta Catullo. I secolo a.C.

CONTATTI

MUSEO DI SANTA GIULIA
Via Musei, 81/b - 25121 Brescia
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